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N.14 del periodico "Stetoscopio",  dicembre 2020 - rubrica dell'Ordine dei Medici di Vicenza

La “mossa del cavallo” della politica e i Medici diventano capri espiatori


Che cosa sta succedendo, che cosa è successo? Perché i medici, dopo gli elogi e gli applausi dei mesi scorsi sono ora vittime di insulti, minacce e aggressioni?


Le risposte sono molte e sono state analizzate in ordine sparso dagli organi d’informazione che quotidianamente criticano il degrado della sanità italiana,  denunciano gli organici immiseriti dai troppi tagli, sottolineano che a fronte di 3493 medici di famiglia in pensione nel 2020 sono state finanziate solo 1032 borse di studio per una spesa di 38 milioni, gli stessi stanziati nel 1989. O che dal 2015 sono stati formati 13.000 medici in meno di quanti hanno cessato di lavorare.
Ha fatto scalpore che il piano nazionale di prevenzione delle pandemie risalga al 2006 e non sia più stato aggiornato, così come è stato evidenziato che l’Italia spende per la sanità una media del 31% in meno degli altri Paesi occidentali. Non sono stati risparmiati i virologi che impazzano in tv e che con i loro interventi conflittuali e a volte incoerenti creano ansia in chi li segue con apprensione da casa.
Una parziale spiegazione del clima antipaticizzante, che in molti casi sfocia nell’odio e nell’intimidazione sui social, la si può anche individuare nel dilagare del negazionismo che accusa medici e scienziati di occultare la verità, di lucrare sui ricoveri e via vaneggiando.


Tutto vero ma per capire questo cambio di clima c’è qualcosa di più sottile, impalpabile e più grave. La politica, nazionale e regionale, è riuscita a incrinare la fiducia nei confronti dei medici. Quella fiducia che è la base imprescindibile del rapporto medico-paziente.


Una sorta di “mossa del cavallo” per scaricare sulla comunità dei medici buona parte delle responsabilità per la disastrosa gestione della seconda ondata del Covid 19. Trattandosi della più impreparata e inadeguata classe politica della storia repubblicana, è lecito il dubbio che neanche se ne siano resi conto ma i danni sono evidenti. I malati ammassati nei Pronto Soccorso se la prendono col ministro Speranza? No! Con i medici. Il poveretto trovato morto, a Napoli, nella toilette dell’ospedale è colpa del presidente De Luca? No! Dell’infermiere, che nel casino del reparto strapieno, non se n’è accorto. Il quale De Luca poi, per giustificare il pasticcio dei ricoveri e dei numeri delle terapie intensive dice che tra i medici ci sono “alcuni farabutti” che, chissà perché, non collaborano.


Dopo lustri di insofferenza verso i problemi dei medici di medicina generale si sono accorti che la medicina sul territorio è indispensabile per non intasare gli  ospedali. Di qui la decisione che i malati Covid vanno seguiti a domicilio e guai ai medici che avanzano riserve perché dicono di non essere sufficientemente protetti con i DPI (e il gran numero di contagi e di medici di famiglia morti, di queste ultime settimane, ne è la prova). Ma nessuno denuncia che le linee guida nazionali del CTS per l’assistenza domiciliare sono state rese note solo a fine novembre.


Con chi se la prende il paziente anziano, che è stato invitato a vaccinarsi contro l’influenza, se il vaccino non c’è? Con il suo medico costretto a somministrare vaccini col contagocce perché non gliene sono stati forniti a sufficienza. Zaia decide che i tamponi devono essere fatti anche dai medici di famiglia e non trova di meglio che minacciare di sospendere la convenzione agli inadempienti.
Cosa deve pensare la gente? Che i medici sono dei lazzaroni e non che hanno ambulatori e sale di attesa inadeguate ad accogliere indifferentemente pazienti sospetti Covid e gli altri pazienti non Covid.


I pazienti affetti da altre patologie e in difficoltà a contattare gli specialisti e i centri di riferimento per la loro patologia si rivolgono al sottosegretario Sileri o maledicono il proprio medico?
Che ne sanno gli ammalati che necessitano di cure domiciliari se mancano le USCA? La colpa è del medico che non li assiste. E Basta!


Fermiamoci qui, continuare è persino avvilente. Le parole diventano inutili di fronte a una realtà che di fatto ha trasformato i medici da eroi a capri espiatori di una politica incapace e spesso vergognosa.


Il Presidente dell'OMCeO di Vicenza